EN
Forte dei Marmi is a magic place, which engraved on collective imagination of a nation. Above “mushy shadows” of Quarto Platano, in pinewoods and in enclosed villas dabbled in green, on its shore, was born, between 19th and 20th Centuries, a tourist myth which keeps nowadays its fascination untouched.
This documentary, elated by splendid stock video films by Istituto Luce, highlights lesser-known aspects and secrets of a fascinating and discreet land.

Il Forte mi parlò, is a documentary which retraces the tourist myth of Forte dei Marmi and in general of Versilia, embracing a time frame beginning from the dawn of last 19th Century until immediate postwar. Director Matteo Raffaelli has chosen letting tell for oneself to characters they lived it, this story, not only local, talking about us and of how our society has changed.
Among the many interviewed characters, also writer Manlio Cancogni, who remembers “For me voyage from Rome to Versilia was the main event of the year. It was on this charm I began to write”.
“But what Forte dei Marmi and Versilia really are? – asks Ansano Giannarelli, director, Oscar Awarded, in 1961, with documentary “October 16th 1943” and already director of audio-visual Archive  of Labour and Democratic Movement, founded by Cesare Zavattini – Versilia is that triangle of land where projected is the shadow of Pania when sun rises up”.
Forte dei Marmi then, mythical place, where magnificent and wild nature meets with culture and costume, giving birth to one of the most noticeable station on Earth.

Il Forte mi parlò interknits interviews to notorious characters of costume, culture and italian society, interviews to local characters; all tied up through stock video-films, documentary testimonies of the past coming from different archives (among which video-films from Istituto Luce and pictures of Paolo Cresci Foundation for the history of italian emigration).
Unthinkable strapworks with Russian Revolution and inedited links, as the discovering of a photostory, from ‘Bolero film’ series for types by Mondadori, set in postwar Forte dei Marmi, Director Damiano Damiani and, it seems, screenplay by Cesare Zavattini.
A work aimed to give back emotion of a place – though young – magic, which engraved on collective imagination of a nation.
Il Forte mi parlò was supported by Municipal Administration of Forte dei Marmi; of the Province of Lucca of Tuscany Regional Multimedia Library which curates promotion.

 

IT
Forte dei Marmi è un luogo magico, che ha inciso nell’immaginario collettivo di una nazione. Sotto le “molli ombre” del Quarto Platano, nelle pinete e nelle ville appartate immerse nel verde, sulla sua spiaggia, nasceva, a cavallo fra ‘800 e ‘900, un mito turistico che ancora oggi conserva intatto il suo fascino.
Questo documentario, esaltato da splendidi filmati di repertorio dell’Istituto Luce, mette in evidenza aspetti meno conosciuti e segreti di una terra affascinante e discreta.

Il Forte mi parlò, è un documentario che ripercorre il mito turistico di Forte dei Marmi e in generale della Versilia, abbracciando un arco temporale che va dagli albori di fine Ottocento fino all’immediato dopoguerra. Il regista Matteo Raffaelli ha scelto di far raccontare in prima persona ai protagonisti che l’hanno vissuta, questa storia, non solo locale, che parla di noi e di come è cambiata la nostra società.
Tra i tanti personaggi intervistati, anche lo scrittore Manlio Cancogni, che ricorda “Per me il viaggio da Roma alla Versilia era l’episodio centrale dell’anno. È su questa suggestione che ho cominciato a scrivere”.
“Ma Forte dei Marmi e la Versilia che cos’è? – si chiede Ansano Giannarelli, regista, candidato all’oscar, nel 1961, con il documentario 16 ottobre 1943 e già direttore dell’Archivio audio-visivo del Movimento operaio e democratico, fondato da Cesare Zavattini La Versilia è quel triangolo di terra dove si proietta l’ombra della Pania quando sorge il sole”.
Forte dei Marmi dunque, luogo mitico, dove una natura imponente e selvaggia si incontra con la cultura e il costume, dando vita ad una delle stazioni turistiche più famose al mondo.

Il Forte mi parlò intreccia interviste a personaggi noti del costume, della cultura e della società italiana, con interviste a personaggi del luogo; il tutto unito attraverso immagini di repertorio, testimonianze documentali del passato provenienti da diversi archivi (tra cui filmati dell’Istituto Luce e fotografie della Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana).
Intrecci impensabili con la Rivoluzione Russa e collegamenti inediti, come la scoperta di un fotoromanzo, della serie ‘Bolero film’ per i tipi della Mondadori, ambientato nella Forte dei Marmi del dopoguerra, con regia di Damiano Damiani e, sembra, sceneggiatura di Cesare Zavattini.
Un lavoro che punta a restituire l’emozione di un luogo – se pur giovane – magico, che ha inciso nell’immaginario collettivo di una nazione.
Il Forte mi parlò ha ottenuto il sostegno da parte dell’amministrazione comunale di Forte dei Marmi; della Provincia di Lucca e della Mediateca Regionale Toscana che ne cura la promozione.